| Previdenza Fondi pensione atterrati dal mal di Grecia |
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I fondi pensione hanno sofferto il mal di Grecia. E così finiscono doppiati dal Tfr. In base ai dati raccolti da Assofondipensione, nei primi sei mesi del 2010 il rendimento medio offerto dalle casse di previdenza aziendali o di categoria si è fermato allo 0,6%. Il 77% dei comparti ha ottenuto risultati positivi e il 53% ha battuto i rispettivi benchmark, gli indici di confronto utilizzati per valutare l'andamento della gestione.Nello stesso periodo, invece, al netto dell'aliquota annuale dell'11%, si è attestata all'1,2% la performance del Tfr. L’orizzonte temporale Nel primo semestre le performance vanno dal +3,1% del bilanciato di Solidarietà Veneto (destinato alle aziende industriali della regione) al -2,7% dei bilanciati-azionari di Fonchim (chimica e farmaceutica) e Fondav (personale di cabina del trasporto aereo). Grazie alla quota piuttosto ridotta di azioni, comunque, le perdite sono decisamente più ridotte rispetto a quelle accusate dalle Borse. Le adesioni, invece, registrano nel semestre una flessione dello 0,7%. «Negli ultimi cinque anni, rispetto al 30 giugno 2005, i chiusi hanno offerto un rendimento medio composto del 2,1% — sostiene Domenico Proietti, vicepresidente di Assofondipensione — un risultato superiore al 2% offerto nello stesso periodo dal Tfr». La convenienza viene confermata dal confronto, relativo a Fonchim, fra il montante accumulato da un lavoratore con una retribuzione lorda di 30mila euro che il 14 marzo 1997 (data di partenza del fondo) si è iscritto alla linea bilanciata. Malgrado le perdite degli ultimi mesi, grazie al contributo aziendale ha maturato un montante di 50.122 euro rispetto a quello di 39.159 che ha ottenuto un suo collega che, invece, ha mantenuto la liquidazione in azienda. Per rendere omogeneo il confronto, si è tenuto conto del contributo del lavoratore anche in caso di mancata adesione. Il raffronto, fra l'altro, non considera i benefici fiscali a favore della previdenza complementare. I movimenti Fra i fondi maggiori spiccano i risultati positivi di Fonte ( commercio, turismo e servizi), secondo alle spalle di Cometa. «Per alcune linee i rendimenti sono stati leggermente inferiori ai benchmark a causa di una strategia d'investimento molto prudenziale » , spiega il presidente Gianfranco Bianchi. Fonte è fra i pochi fondi con una crescita delle adesioni. «Nei primi sei mesi dell'anno sono state circa 3mila in più e hanno portato il totale a oltre 173mila — spiega Bianchi —. Sono in fase avanzata contatti con Artifond, Previprof e Marco Polo e destinati a imprese artigiane, dipendenti di studi professionali e aziende aderenti alla Confesercenti, per arrivare a una fusione all'interno di Fonte. Che, in pratica, diventerà il fondo di riferimento dell' intero terziario». «Nei primi sei mesi abbiamo registrato circa 2mila nuove adesioni — dice dal canto suo Mario Saltalamacchia, presidente di Fonchim — e questo malgrado la forte penetrazione nel bacino di riferimento e la diminuzione complessiva degli addetti». «I problemi vengono dalle adesioni che sono circa 466mila — dice Fabio Ortolani, presidente di Cometa —. I nuovi iscritti, infatti, non riescono a compensare le uscite per pensionamento, cassa integrazione o altri motivi. Con la crisi economica aumentano anche le richieste di anticipazioni del 30% sul montante maturato e i mancati versamenti dei contributi da parte delle aziende: un fenomeno, questo, contro il quale i fondi pensione hanno in pratica le armi spuntate».
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