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Regolamento ministeriale di attuazione delle disposizioni in materia di assicurazione r.c. auto PDF Stampa E-mail
Notizie - RCA

Cda - Regolamento ministeriale di attuazione delle disposizioni in materia di assicurazione r.c. auto - Decreto n. 86/2008

Il Decreto 1° aprile 2008, n.° 86, emanato dal Ministero dello Sviluppo Economico
(MiSE) su proposta dell’Istituto di Vigilanza reca la disciplina di attuazione delle disposizioni in materia di assicurazione obbligatoria r.c.auto di cui al Titolo X, capo I, e al titolo XII, capo II, del Codice delle assicurazioni (d.lgs n. 209/2005).

Il provvedimento replica in larga parte le previsioni del precedente D.P.R. n. 973/1970 (regolamento di attuazione della legge n. 990/1969), introducendo peraltro alcune novità soprattutto per quanto concerne la preesistente disciplina dell’assicurazione dei natanti “esteri”.

Riportiamo di seguito il commento della Direzione Auto, Consumatori e Distribuzione dell'ANIA alle principali disposizioni recate dal Decreto.

Capo II
Obbligo di assicurazione
Sezione I

Articolo 3 – Veicoli a motore
Attuazione dell’articolo 122, comma 1, CAP

Il comma 1 dell’articolo 122 del Codice, come è noto, stabilisce l’obbligo di assicurare i veicoli a motore senza guida di rotaie, compresi i filoveicoli e i rimorchi, contro i rischi della responsabilità civile per danni a persone e cose derivanti dalla circolazione su strade ad uso pubblico o su aree a queste equiparate (art. 2054 del codice civile e art. 91, comma 2, Codice della Strada). La norma demanda al regolamento ministeriale l’individuazione della tipologia di veicoli esclusi dall’obbligo di assicurazione, nonché l’individuazione delle aree equiparate a quelle di uso pubblico.

Al riguardo, si rileva quanto segue:
- Articolo 3, comma 1: si limita a riprodurre la definizione dei veicoli soggetti all’obbligo assicurativo, senza fornire un elenco, neppure semplicemente esemplificativo, dei veicoli esclusi da tale obbligo.
- Articolo 3, comma 2: si limita a parafrasare la disposizione dell’articolo 2 del D.P.R n. 973/1970, stabilendo che
a) sono equiparate alle strade ad uso pubblico tutte le aree, di proprietà pubblica o privata, aperte alla circolazione del pubblico;
b) sono considerati in circolazione anche i veicoli in sosta su strade di uso pubblico o su aree a queste equiparate.
Neppure con riferimento alle aree equiparate a quelle di uso pubblico, quindi, la norma fornisce un’esemplificazione concreta.
In proposito, osserviamo che la predisposizione di linee guida in una materia demandata finora all’esperienza giurisprudenziale (ad es.: aree aeroportuali) sarebbe stata un utile strumento orientativo sia per i “consumatori” sia per le imprese, e l’impegno esemplificativo sarebbe stato particolarmente apprezzato specie nei casi in cui si avverte maggiormente l’esigenza di chiarezza (ad es.: aree condominiali, parcheggi dei supermercati etc.).

Articolo 4 – Natanti
Attuazione dell’articolo 123, comma 1, CAP

In parallelo con l’analoga previsione di cui all’articolo 122 del Codice delle assicurazioni (veicoli a motore), il comma 1 dell’articolo 123 stabilisce in primo luogo l’obbligo di assicurare preventivamente le unità da diporto (nonché i natanti e i motori amovibili indicati ai successivi commi 2 e 3 dell’articolo 123 stesso) contro i rischi della responsabilità civile per i danni alla persona derivanti dalla navigazione in acque nazionali ad uso pubblico o in “aree a queste equiparate”, e quindi rimanda al regolamento ministeriale il compito di individuare la tipologia di natanti esclusi dall’obbligo assicurativo, nonché le acque equiparate a quelle di uso pubblico.
La norma regolamentare di attuazione dell’articolo 123 CAP è recata dall’articolo 4 del Decreto, rispetto al quale valgono considerazioni analoghe a quelle innanzi svolte con riferimento all’articolo 3 del Decreto stesso.

Ed, infatti:
- Articolo 4, comma 1: si limita ad indicare i “natanti” soggetti all’obbligo assicurativo - rinviando alla definizione recata a tale proposito dall’articolo 123 CAP - senza fornire un elenco, neppure semplicemente esemplificativo, dei “natanti” esclusi da tale obbligo.
- Articolo 4, comma 2: riproduce per i natanti la disposizione relativa ai veicoli di cui del precedente articolo 3, comma 2 del Decreto n. 86/2008, stabilendo che
a) sono considerati in navigazione anche i natanti ormeggiati in acque ad uso pubblico o in acque a queste equiparate;
b) sono equiparate alle acque di uso pubblico, ancorché di uso privato, tutte le acque aperte alla navigazione del pubblico.
Neppure in tal caso, pertanto, la norma fornisce un’esemplificazione delle acque equiparate a quelle di uso pubblico.
Il comma 3 del presente articolo 4, infine, riproducendo integralmente il contenuto dell’articolo 4 del precedente regolamento recato dal D.P.R. n. 973/1970, indica i documenti da cui ricavare l’indicazione della stazza lorda e della potenza del motore per verificare l’acquisizione dei requisiti tecnici necessari ai fini dell’assolvimento dell’obbligo assicurativo dei natanti di cui al comma 2 dell’articolo 123 CAP.

Si nota, al riguardo, che il nuovo regolamento non ha armonizzato le disposizioni del Codice delle assicurazioni con quelle del Codice della nautica da diporto (Decreto legislativo n. 171/2005) in merito al parametro cui far riferimento per indicare la potenza del motore marino: “cavalli fiscali” nel Codice delle assicurazioni e kilowatt nel Codice della nautica da diporto.

Sarebbe utile, pertanto, una tabella ufficiale aggiornata di conversione “cavalli fiscali”/kilowatt per agevolare contraenti e assicuratori nella fase di stipulazione del contratto obbligatorio per legge.

Sezione II
Veicoli immatricolati in Stati esteri

La II sezione comprende gli articoli 5, 6 e 7 del Decreto ministeriale, che recano la disciplina attuativa degli articoli 125 e 126 del Codice delle assicurazioni private in materia di veicoli immatricolati all’estero.

Il comma 1 dell’articolo 125 CAP ha confermato il preesistente obbligo di assicurazione r.c.a. anche per i veicoli e i natanti immatricolati (o registrati) all’estero, durante il periodo della loro temporanea circolazione o navigazione in Italia.
A tale riguardo, prima di esaminare nel dettaglio i singoli articoli del provvedimento ministeriale, appare utile riepilogare le possibili modalità di adempimento dell’obbligo di assicurazione r.c.auto previsto per i veicoli immatricolati all’estero dal Codice delle assicurazioni, in linea con la normativa europea (Terza Direttiva “danni”, n. 92/49/CEE, in materia di libertà di stabilimento e libertà di prestazione di servizi assicurativi):
• assicurazione stipulata da un’impresa autorizzata ad operare in Italia ai sensi dell’art. 130 CAP: occorre precisare che - per poter assicurare i veicoli recanti la targa di immatricolazione di uno Stato membro dell’Unione Europea - l’impresa italiana deve aver ottenuto dall’ISVAP l’abilitazione ad operare in tale Stato in regime di libertà di stabilimento oppure in regime di libera prestazione di servizi;
• assicurazione stipulata da un’impresa autorizzata ad operare nello Stato di immatricolazione: per i veicoli recanti la targa di immatricolazione degli Stati membri UE o SSE (Spazio Economico Europeo) e di determinati Stati terzi rispetto alla UE (ved. art 5 del Decreto ) si presume “ex lege” l’esistenza della copertura assicurativa e pertanto le autorità italiane non effettuano controlli sistematici alle frontiere. Tali regole specifiche non valgono per i veicoli immatricolati in altri Stati terzi (ved. art. 7 del Decreto) che devono essere provvisti o di “carta verde” o di “polizza frontiera”;
• certificato internazionale di assicurazione: è la cosiddetta “carta verde” emessa
dall’Ufficio nazionale di assicurazione dello Stato estero ed accettata dall’Ufficio Centrale Italiano UCI sulla base dei relativi accordi internazionali;
• assicurazione “frontiera”: è una copertura assicurativa fornita dall’UCI per conto delle imprese autorizzate ad operare in Italia per i veicoli in ingresso nel nostro Paese sprovvisti di “carta verde” (ved. art. 6 del Decreto).

Articolo 5 - Presunzione di assolvimento dell’obbligo di assicurazione
Attuazione dell’articolo 125, comma 3, lettera b), commi 4 e 7 CAP

Per i veicoli recanti la targa di immatricolazione di alcuni Stati terzi, vale a dire non appartenenti all’Unione Europea (art. 125, comma 3, lettera b), e per i veicoli recanti la targa di immatricolazione dei Stati membri della UE (art. 125, comma 4) l’obbligo di assicurazione si considera assolto quando l’Ufficio Centrale Italiano, UCI, si sia reso garante del risarcimento dei danni causati in Italia da tali veicoli e con atto dell’Unione Europea sia stato rimosso l’obbligo di controllare alle frontiere l’assicurazione r.c.auto per i veicoli con la targa di tali Stati (ved. i recenti casi della Romania e della Bulgaria).
L’articolo 5 del Decreto n. 86/2008 in esame reca un elenco tassativo di tali Stati
esteri, i cui veicoli sono esonerati dai controlli di rito quando circolano temporaneamente nel territorio della Repubblica italiana, della Città del Vaticano e della Repubblica di S.Marino. Gli Stati esteri in esenzione sono: Andorra, Austria,
Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca e Isole Faroer, Estonia, Finlandia, Francia e Principato di Monaco, Germania, Grecia, Irlanda, Islanda, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Malta, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito di Gran Bretagna e d'Irlanda del Nord (e le isole de la Manica, Gibilterra, l'Isola di Man), Repubblica ceca, Repubblica slovacca, Slovenia,
Romania, Spagna (Ceuta e Mililla), Svezia, Svizzera, Ungheria.

Articolo 6 - Assicurazione «frontiera»
Attuazione dell’articolo 125, comma 3, lettera a), CAP

La norma in esame riprende l’analoga disposizione del previgente regolamento (art. 6 del D.P.R. n. 973/1970), stabilendo che per i veicoli immatricolati in Stati esteri diversi da quelli elencati all’articolo 5 del Decreto che non siano provvisti di certificato internazionale di assicurazione (carta verde) deve essere stipulato un contratto di assicurazione “frontiera” all’ingresso in Italia con una delle imprese
autorizzate ad operare nel nostro Paese, che a tal fine si avvalgono dell’Ufficio Centrale Italiano (UCI).

Articolo 7 - Inapplicabilità della presunzione di assolvimento dell’obbligo di assicurazione
Attuazione dell’articolo 125, comma 3, lettera b), commi 4 e 7 CAP

La disposizione regolamentare in esame completa la disciplina attuativa recata dal
precedente articolo 5 del Decreto.
- Articolo 7, comma 1: precisa che i veicoli recanti la targa di immatricolazione di uno Stato estero diverso da quelli elencati al precedente articolo 5 sono soggetti alle frontiere italiane al controllo dell’esistenza della copertura assicurativa obbligatoria r.c.auto;

- Articolo 7, comma 2: stabilisce che determinati veicoli, pur essendo immatricolati in uno degli Stati esteri elencati al precedente articolo 5, per i quali si presume assolto l’obbligo assicurativo r.c.auto, sono soggetti alle frontiere italiane al controllo delle Autorità competenti. L’elenco di tali veicoli è contenuto nell’allegato 1 al regolamento. I veicoli soggetti al controllo sono, ad esempio, quelli ad immatricolazione temporanea con targa scaduta da oltre dodici mesi e quelli militari soggetti a convenzioni internazionali.

Sezione III
Natanti registrati in Stati esteri

La sezione comprende gli articoli 8 e 9 del Decreto ministeriale, che stabiliscono le modalità di assolvimento dell’obbligo di assicurazione temporanea dei natanti
registrati in Stati esteri e dei motori amovibili muniti di certificato di uso straniero, o altro documento equivalente, in attuazione dell’articolo 125, comma 2, lettera a) CAP.

La normativa in esame colma le lacune e le incertezze che hanno caratterizzato l’applicazione in via temporanea della previgente disciplina regolamentare in tale
materia, recata dall’articolo 8 del D.P.R. n. 973/1970, nel periodo successivo all’entrata in vigore del Codice delle assicurazioni.

Articolo 8 - Natanti registrati in Stati esteri
La disposizione chiarisce innanzitutto che solo le tipologie di natanti indicate dall’articolo 123 del Codice delle assicurazioni e i motori marini amovibili sono soggetti all’obbligo assicurativo in esame.
Il regolamento stabilisce poi che la copertura assicurativa per i natanti può essere
prestata mediante un contratto r.c.natanti stipulato con una delle seguenti imprese, autorizzate - o abilitate - all’esercizio dell’assicurazione della responsabilità civile obbligatoria per i rischi della navigazione:
a) impresa avente sede legale in Italia e ivi autorizzata ad operare;
b) impresa avente sede legale in uno Stato della UE abilitata ad operare in Italia in
regime di libertà di stabilimento o di libera prestazione di servizi (lps);
c) impresa avente sede legale in uno Stato non appartenente alla UE, autorizzata
ad operare in Italia in regime di libertà di stabilimento;
d) impresa avente sede legale in Italia, abilitata ad operare nello Stato di registrazione del natante estero in regime di libertà di stabilimento o di libera prestazione di servizi (lps);
e) impresa con sede legale nello Stato di registrazione del natante che abbia stipulato con un’impresa di cui alle lettere a, b e c un’apposita convenzione di diritto privato, per la liquidazione dei sinistri causati in Italia dal natante estero e per la legittimazione passiva in giudizio. Tale convenzione deve esser preventivamente trasmessa all’ISVAP, assieme al certificato di assicurazione previsto dall’articolo 9 del Decreto, per la necessaria approvazione.

Articolo 9 - Certificato di assicurazione comprovante l’esistenza della copertura
assicurativa
La disposizione in esame ha fornito chiarimenti sullo standard del certificato di assicurazione che l’assicuratore dovrà rilasciare assieme alla polizza r.c. del natante “estero”, per attestare l’esistenza e la validità della copertura assicurativa obbligatoria ai sensi dell’articolo 125 del Codice delle assicurazioni, quando il natante estero naviga nelle acque italiane.
Innanzi tutto viene chiarito che il certificato deve essere redatto in lingua italiana: la disposizione è evidentemente dettata dall’esigenza di consentire i controlli da parte delle Autorità italiane preposte, agevolandone l’attività.
In secondo luogo, la norma determina il contenuto del documento, fornendo l’elenco tassativo delle informazioni e dei dati che devono essere indicati nel certificato, in linea con i dati stabiliti dagli articoli 6 e 7 del regolamento ISVAP n. 13/2008 per l’analogo documento che deve essere rilasciato per comprovare l’esistenza dell’assicurazione obbligatoria relativamente ai veicoli o ai natanti immatricolati o registrati in Italia.

Certificato internazionale di assicurazione per i natanti
Anche se esula dall’ambito del presente regolamento, appare opportuno rammentare infine che l’articolo 125, comma 2 lettera b) del Codice delle assicurazioni prevede, fra le possibili modalità comprovanti l’assolvimento dell’obbligo assicurativo dei natanti esteri, il possesso di un certificato internazionale di assicurazione del natante - analogo alla “carta verde” in uso per i veicoli - rilasciato da apposito Bureau del Paese di provenienza del natante ed accettato dall’UCI, sulla base di uno specifico accordo per il risarcimento dei sinistri.
La possibilità di ricorrere a tale soluzione, tuttavia, appare oggi molto limitata, poiché - tra i circa 40 Bureaux del sistema "carta verde” - attualmente solo i Bureaux di Austria e Germania possono rilasciare il certificato internazionale per i natanti, regolarmente accettato dall’UCI in base ad accordi con tali Uffici.

Nonostante la disponibilità in tal senso dell’UCI, infatti, quasi tutti i Bureaux “carta
verde” hanno competenze circoscritte dal loro Statuto esclusivamente alla circolazione internazionale dei veicoli e tale limitazione non consente ai Bureaux stessi di sottoscrivere convenzioni relative ai natanti.

Capo III
Norme relative al contratto di assicurazione


Articolo 10 – Trasferimento di proprietà del veicolo o del natante

1. Attuazione dell’articolo 171, comma 3, CAP: richiesta di sostituzione del contratto r.c.auto per l’assicurazione di altro veicolo o natante I primi tre commi della disposizione in esame stabiliscono le modalità del rilascio del nuovo certificato di assicurazione e, ove previsto, del nuovo contrassegno relativamente all’ipotesi in cui l’assicurato che alieni il proprio veicolo o natante chieda all’assicuratore “la sostituzione del contratto per l’assicurazione di altro veicolo o, rispettivamente, di un altro natante di sua proprietà, previo l’eventuale conguaglio del premio” (art. 171, comma 1, lett.c).
In linea con le altre norme primarie e regolamentari in materia di certificato e contrassegno attestanti la copertura assicurativa r.c. veicoli e natanti (art. 127 comma 3, CAP e art. 11, comma 1, regolamento ISVAP n. 13/2008), viene disposto che l’impresa di assicurazione - cui l’alienante deve comunicare la richiesta di sostituzione del contratto e i dati identificativi del nuovo veicolo o natante – ha l’obbligo di fornire all’assicurato il certificato e, ove previsto il contrassegno, relativo al nuovo veicolo o natante entro 5 giorni dalla data di pagamento del conguaglio del premio r.c.auto, se dovuto, oppure dalla data della richiesta da parte dell’alienante, se invece il conguaglio non è dovuto.

2. Attuazione dell’articolo 171, comma 1, lettera a) CAP: risoluzione del contratto
e rimborso pro quota del premio netto r.c.auto nei casi di demolizione e cessazione della circolazione La disposizione in parola, infine, reintroduce una previsione venuta meno a livello di normativa secondaria a seguito dell’abrogazione della circolare ISVAP n. 555D/2005 da parte del successivo Regolamento n. 4/2006 dell’Istituto di Vigilanza.

I commi 4 e 5 del presente articolo 10, infatti, stabiliscono che anche nelle ipotesi di risoluzione del contratto a seguito, rispettivamente, di documentata demolizione o di documentata cessazione dalla circolazione (ovviamente cessazione non temporanea, ma definitiva con restituzione della targa e dei documenti di circolazione, ove previsto), l’alienante ha la stessa facoltà di chiedere all’assicuratore la restituzione della parte di premio r.c.auto pagata e non goduta (al netto di imposte e contributo al Servizio Sanitario Nazionale) prevista espressamente dal Codice solo nell’ipotesi della risoluzione del contratto per comprovato trasferimento della proprietà del veicolo o del natante (art. 171, comma 1, lett. a, CAP).

Tale diritto, peraltro, ci risulta che sia stato mantenuto nelle condizioni contrattuali di assicurazione predisposte dalle imprese anche durante il periodo di “vuoto” regolamentare innanzi accennato.

 

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