| LItalia uno dei maggiori produttori di emissioni di gas serra da trasporto stradale |
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Come per le altre tematiche ambientali, anche l’inquinamento dell’aria viene considerato un problema centrale nell’ambito delle politiche nazionali ed europee. Il riscaldamento globale dell’atmosfera è attribuito, infatti, principalmente alle emissioni di anidride carbonica (CO2) correlate all’utilizzo di combustibili fossili. L’inquinamento causato dalle emissioni di CO2 da trasporto stradale permette di valutare l’impatto che ha sull’ambiente l’aumento dei veicoli e del trasporto su strada. In Italia nel 2005 sono state rilasciate nell’atmosfera 2 tonnellate per abitante di CO2 attribuibili al trasporto stradale.
Le emissioni nell’aria di CO2 sono regolate dalla Convenzione quadro sui cambiamenti climatici (1992) e dal Protocollo di Kyoto (1997). Le norme delle Direttive europee sono ratificate dai paesi membri in leggi nazionali. L’Italia si è impegnata a ridurre le emissioni nazionali di “gas serra” nel periodo 2008-2012 del 6,5 per cento rispetto all’anno di riferimento (1990). Il Protocollo prevede una riduzione del 5,2 per cento per i paesi industrializzati, mentre nei paesi dell’Unione europea ci si propone una riduzione complessiva delle emissioni totali dell’8 per cento. Per quanto riguarda le emissioni di gas serra da trasporto stradale – una delle disaggregazioni settoriali che compongono le emissioni totali – l’Italia si pone rispetto agli altri paesi membri come uno dei massimi produttori. È superata solo dalla Germania, dalla Francia e dal Regno Unito. I confronti europei riferiti al 2006 mostrano come gli altri paesi appartenenti all’Unione si attestino su valori decisamente più bassi (a eccezione della Spagna che si avvicina al milione di tonnellate di CO2 equivalenti).
In Italia le regioni del Nord che nel 2005 presentano i valori più alti di emissioni di CO2 da trasporto stradale per abitante sono Valle d’Aosta, Liguria, Trentino-Alto Adige, Piemonte, e Friuli-Venezia Giulia, mentre la Lombardia presenta le emissioni più basse. Al Centro, Lazio e Umbria si collocano al di sotto della media nazionale. Nel Mezzogiorno, in Abruzzo, si registra il valore più alto di tonnellate di CO2 da trasporto stradale per abitante (2,9), mentre valori più contenuti si rilevano in Basilicata, Puglia, Campania (tutte a 1,7) e, soprattutto, Sardegna (1,4 tonnellate per abitante). Le differenze esistenti tra le diverse regioni italiane sono correlate alla quantità di mezzi di trasporto che transitano nella regione: i valori più alti si hanno nelle regioni transfrontaliere dove vi sono i varchi verso le altre nazioni europee. La Valle d’Aosta, che collega attraverso il traforo del Monte Bianco l’Italia con la Francia, è la regione più penalizzata. Di contro, il valore più basso in assoluto si ha in Sardegna, che data la sua perifericità geografica, non presenta un grosso traffico da mezzi di trasporto. Fonte: ISTAT, Noi Italia
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