| Frodi assicurative, bisogna intervenire con decisione |
|
|
|
| Notizie - RCA | |||
|
Il 28 gennaio 2010, la Federazione Unitaria Sna Unapass ha aperto il ciclo di audizioni, presso la VI Commissione Finanze della Camera, sulle «problematiche del settore assicurativo, con particolare riferimento alle aree del Mezzogiorno». I due Sindacati degli agenti hanno denunciato l'incremento della frequenza sinistri evidenziatosi negli ultimi cinque anni soprattutto nelle regioni meridionali e l'aumento dei sinistri pagati per danni alle persone coinvolte in incidenti stradali. Il punto è «intervenire sulle frodi, sulle speculazioni, ridurre il costo sul sistema complessivo, fermare l'aumento delle tariffe, limitare l'elusione». Nel Meridione, hanno affermato Metti e Congiu, «sono ricorrenti azioni di riorganizzazione, con chiusure di Agenzie e conseguente licenziamento di personale, oltre a pesanti azioni di disdette di portafoglio che, vista l'obbligatorietà della garanzia rc auto, determinano di fatto la costrizione a cambiare compagnia e intermediario di fiducia (visto che l'attuazione della legge 40/2007 è resa impossibile in quelle aree territoriali), pagando un premio più elevato o usufruendo di garanzie più limitate. Spesso, purtroppo, questo fenomeno alimenta un'altra costosa piaga sociale ed economica del Paese, aumentando il numero di cittadini che circolano senza assicurazione». Ania: le compagnie non fuggono dal Meridione Il 9 febbraio è stata la volta dell'Ania. Anche l'Associazione delle Imprese punta il dito contro il dilagante fenomeno speculativo che si esprime nei dati relativi alla frequenza sinistri e all'incidenza spropositata dei danni fisici in tutte le aree critiche. Ma secondo l'Ania, nel Mezzogiorno la concorrenza tariffaria è garantita anche per i profili di rischio più elevati, cosa questa che è smentita dai fatti. Cerchiai nega che vi sia stato un aggravamento del fenomeno della non-assicurazione da parte degli automobilisti. Nega altresì che le Imprese fuggano dal Meridione «neppure dalle aree più critiche». Afferma che la riduzione di sportelli agenziali sarebbe assolutamente in linea con quella osservata nel Centronord «e coerente con la contrazione del volume complessivo dei premi» a sua volta legata alla «riorganizzazione delle strategie di offerta di molte imprese» indotte a ciò, soprattutto, dalla norma che ha introdotto il divieto di esclusiva agenziale anche nei rami danni. E siccome il plurimandato sarebbe «controproducente sotto tutti i profili e per tutti» (compagnie, consumatori e perfino agenti), l'Ania auspica che Governo e Parlamento pongano rimedio a questa iattura prima possibile. Isvap: ingiusto ribaltare sulla collettività le inefficienze L'Isvap è stato ascoltato l'11 febbraio. Secondo Giancarlo Giannini, l'incremento dei sinistri gestiti dal Fondo Vittime della Strada, conferma l'aumento dell'evasione assicurativa. Se Parlamento, Governo ed Authority hanno profuso impegno a favore di un miglior funzionamento del settore rc auto in affanno, le imprese si sono limitate ad aumentare i prezzi «ribaltando sulla collettività – e principalmente sui soliti noti (Sud, giovani) – costi impropri e inefficienze», quando dovrebbero invece intervenire con incisività «sui rubinetti d'uscita». La chiave è combattere le frodi e investire sul miglioramento dei processi di liquidazione sinistri, laddove le compagnie hanno invece progressivamente ridotto (ed in specie proprio nel Sud) i punti di contatto a disposizione dell'utenza. Alle imprese, aggiunge Giannini, sono infatti stati comminati 47 milioni di euro in sanzioni per violazione delle disposizioni in materia di liquidazione sinistri. I dati Isvap indicano la correlazione tra diminuzione del presidio del territorio ed incremento delle frodi. Sul tema della progressiva falcidiazione delle reti distributive agenziali nel Meridione, i numeri prodotti dagli agenti e dalle imprese sarebbero talora contrastanti. L'Isvap ha stabilito di avviare in merito una specifica indagine per «analizzare in concreto gli effetti delle politiche aziendali sulla raccolta Rc auto»: ogni impresa dovrà produrre una dettagliata relazione che illustri tutti gli aspetti degli interventi adottati nei confronti della propria rete «con particolare riferimento a: ristrutturazioni, chiusure o accorpamenti di agenzie, revoche di mandati, dismissioni di portafoglio rc auto». Fonte: Italia Oggi di Alessandra Schofield
|











